Morimondo: IL MONTE DELLA PALUDE

Lasciare Milano e seguire l’acqua. Quella del Naviglio Grande dalla Darsena

Milano città d’acqua ed è meraviglioso pensare ai canali che aveva, i navigli- Seguirli con la bicicletta si percepisce tutto il meraviglioso lavoro che è stato fatto per costruirli e governare le acque. L’incredibile sensazione di perdersi nel tempo e di ritrovarlo.

La strada per l’abbazia di Morimondo la si trova subito ed è la ciclabile che partendo dal Naviglio Grande a Porta Genova costeggia tutto il canale. Alcuni tratti sono misti, transitano anche delle macchine ed è opportuno prestare attenzione anche ai pedoni e alle altre bici che si incontrano.

Superata la città di Corsico tutto cambia. Il paesaggio da urbano diventa campagna. Arrivati a Gaggiano bisogna attraversare il ponte e proseguire verso Abbiategrasso sempre lungo il Naviglio.

Lungo la strada si trovano panchine e aree di sosta. Pedalare con lentezza, prendersi tempo. Fermarsi. Guardare. Pensare.

Gaggiano è graziosa. Un piccolo gioiello incastonato lungo il Naviglio. E ti stupisce quel gioco di bici e fiori legate a fior d’acqua e le case. Dopo il ponte proseguendo per Abbiategraso prima di tuffarsi nella campagna c’è un piccolo punto ristoro. Merita.

Andando verso Abbiategrasso per la campagna ci sono punti sosta e tra vecchie cascine, mucche e risaie si arriva dove il naviglio si biforca e bisogna scegliere da che parte andare. Verso il Lago Maggiore, ma è un altro viaggio, oppure svoltare a sinistra e proseguire verso Morimondo.

Amo questo luogo incantato sospeso nel tempo e arrivarci pedalando da Milano è una esperienza spirituale. E’ una cura dell’anima.

A Moriomondo c’è l’Abbazia da visitare , il paesino e numerosi locali dove fermarsi per mangiare anche solo un gelato.

Testimonianze di insediamenti nella zona risalgono all’epoca romana e i toponimi di delle frazioni (FARA dal tedesco fahren, gruppo di guerrieri) ricordano la presenza di stanziamenti longobardi.

La storia seguente di Morimondo ruota intorno alle vicende della Abbazia dei monaci dell’ordine dei Cistercensi che vi risiedettero.

La fondazione della prima chiesa risale al 1134 quando i primi monaci vi arrivarono qui dall’abbazia francese di MORIMOND vicino a DIGIONE . Lentamente bonificarono l’area adiacente al Ticino, vi realizzarono canali di irrigazione e la trasformarono in fertile zona agricola con coltivazione a marcite . Nel 1182 iniziò l’edificazione della chiesa attualmente esistente tutta in laterizio,

Secondo altre fonti il nome del luogo deriverebbe dalle parole francesi “moire mont”, cioè “monte nella palude”, poiché l’abbazia fu costruita su un rilievo in mezzo alle zone paludose.

Una breve escursione da fare con calma, il percorso a tratti è assolato, meglio avere sempre dell’acqua con sè tuttavia nella bellezza che scorre lungo il naviglio, la campagna e le rogge ci si sospende dal tempo e la fatica alla fine è solo nello spirito che si dilata fino ad abbracciare l’infinito e nelle giornate terse si sogna davvero qui tra gli Appennini e le Alpi, la pianura, la strada, l’acqua e le ombre degli alberi..

Questa escrusione l’ho pensata ascoltando Battiato e la canzone che scelgo è La Cura. Ma verso se stessi perchè siamo esseri speciali

Mi proteggerò dalle paure delle ipocondrie
Dai turbamenti che incontrerò per la mia via
Dalle ingiustizie e dagli inganni del mio tempo
Dai fallimenti che per mia natura normalmente attirerò
M solleverò dai dolori e dai miei sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle mie manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farmi invecchiare
E guarirò da tutte le malattie
Perché sono un essere speciale
Ed io, avrò cura di me

Mi porterò soprattutto il silenzio e la pazienza
Percorrerò le vie che portano all’essenza
I profumi d’amore inebrieranno il mio corpo
La bonaccia d’agosto non calmerà i miei sensi
Tesserò i miei capelli come trame di un canto
Conoscerò le leggi del mondo, e me ne farò dono
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farmi invecchiare
Mi salverò da ogni malinconia
Perché sono un essere speciale
Ed io avrò cura di me
Io sì, che avrò cura di me

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